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  • 21-06-2019
  • Trofeo Enduro KTM 2019

LA RUBRICA DELLA MARTY

Storia di un sorpasso e delle sue reazioni
C’è un argomento che desta sempre simpatia tra le ragazze motocicliste di ogni disciplina ed è come un pilota maschio affronta un sorpasso o un tentativo nei confronti del gentil sesso. Avendo corso tanti anni in tante discipline e sempre con gli uomini come avversari, credo di essermi fatta un’idea di cosa succede nella mente maschile, confrontandomi sull’argomento con altre colleghe “pilotesse” La conclusione ci ha portato a  catalogare in diversi gruppi le varie tipologie di “pilota maschio sotto attacco”. Partiamo con le 3 principali e sono sicura che, almeno in parte, ognuno di voi maschi lettori attenti, si rispecchierà o avrà un amico appartenete ad una delle categorie citate.
Il pilota “Tranquillone” è una maschio tra i 30 e i 50 anni con un livello di testosterone mediamente basso, motociclista appassionato e abbastanza occasionale. Possiede una moto leggermente datata ma con grafiche modernissime, nuove di pacca, abbigliamento un tristemente vintage. Va a girare con qualche amico più lento di lui e comunque cerca sempre di essere cosiderato il più bravino del gruppo, questo soggetto è abbastanza facile da superare, gira tranquillo e pacifico nei confronti degli altri piloti ma non appena a sorpassarlo è una donna, ecco che scatta qualcosa e qui gli atteggiamenti si dividono in 2: primo atteggiamento detto de “il pavoncello”. Gli amici che lo stavano guardando ovviamente un po’ stupiti e gasati allo stesso tempo commentano: “hai visto che ti ha passato una ragazza? Andava eh!” E lui, con una semi aria scocciata, “No non l’ho vista, stavo girando tranquillo, mi riposavo, non ci ho fatto proprio neanche caso perché non stavo tirando, ma chi era la Fontanesi?” come se accettasse il sorpasso solo dalla Chiara 5 volte mondiale! Gli amici sconsolati lo lasciano stare e chiudono l’argomento, lui mantiene il suo onore intatto e salvo.
Secondo atteggiamento “il giustificatore” questo accade se capita di scambiare 2 parole con la ragazza che “sferrato l’attacco” magari al bar della pista o nel paddock, “vai da tanto in moto?” “ah beh dai, da cosi tanti anni? Cavoli! Io no, ho appena iniziato, non giro mai, tu andrai sicuro tutte le settimane, e poi io lunedì devo andare a lavorare” si certo come se io il lunedì non facessi nulla, non lavorassi e mi recassi a caccia di quadrifogli nei verdeggianti campi erbosi con un fiore nei capelli e il cestino per il pic nic con tovaglia rossa a quadretti bianchi in corredo. Poi andando via sicuro esclamerà ai suoi amici “eh così facile, andassi in moto io da tutti quegli anni” e via discorso archiviato. Per la seconda categoria qui il livello di testosterone si alza, ci troviamo davanti un motociclista che partecipa a qualche gara, ha un livello di agonismo medio alto, si reca in palestra 1 o 2 volte al mese ma ha abbonamento open, va per “rinforzare” dato che lui “va in moto”. Moto e abbigliamento quasi sempre impeccabili, conosce i nomi di tutti i preparatori, di tutte le special parts che si potrebbero mettere sulla moto, ovviamente ha montato da subito uno scarico leggermente aperto o in tutti i casi non quello fornito dalla casa madre standard. Va a girare con suoi simili e sono più i momenti da bar, storie Instagram e selfie, piuttosto che ore in moto, a lui sudare non piace tanto. Classico personaggio che appena si prova a sorpassarlo chiude la strada e… se vede del rosa o dei bei capelli lunghi uscire dal casco, cambia assetto, chiude 4 o 5 clic a volte anche 7 o 8 nel cervello, rapido sguardo di sfida attraverso la mascherina “Eh no bella di qui non passi, figurati, ti chiudo non la strada…ma la pista proprio!” E tu da dietro vedi incominciare il valzer dello zizzaggatore, zig zag, zig zag, “blocco tutto, non passi bella, ahahah sono più veloce io, curvo largo e poi tac stretto, e ora stretto e largo, zig zag, zig zag” Cosi quasi impauriti bisogna attendere una zona tranquilla , sorpassare e andare via veloci come il vento per non rischiare, lui immancabilmente dopo pochi metri da gran copione…. Taaaaaac molla il gas, si sposta leggermente a lato ed ecco la mossa che preferisco…. Allarga il ginocchio e inizia a fissare la zona motore scuotendo la testa ripetutamente. Rientra al paddock, gli amici che ovviamente hanno visto tutto ma affrontano l’argomento con attenzione: “Oh zio ma cos’è successo? Hai rotto qualcosa? La risposta da copione “Boh guarda non andava più la moto, non so…non andava” “oh ma zio hai visto quella ragazza?” “No guarda non ho visto nulla, stavo cercando di capire cosa avesse la moto e poi, se fosse stata a posto, mica mi sarei fatto passare eh!” Poi dopo 2 minuti di finti test la moto torna a funzionare alla perfezione e passerà il resto della giornata a tenersi molto lontano dalla ragazza cercando invece piloti più lenti da incordare per far tornare alto il suo livello di testosterone e quello degli amici.
Questa è la fantastica categoria dei “simulatori di guasto” una delle mie preferite e più affascinanti. Al vertice troviamo il famigerato “Pilotone” il classico pilota da bar o della domenica che dir si voglia, che ha un buon livello di guida, partecipa assiduamente a gare e cavalcate, possiede moto e abbigliamento di ultimissimo grido, in base all’età si reca in pista o alla gara con fidanzata fotografa, macchina foto regalata per compleanno o Natale, cosi da tenerla occupata mentre lui gira in moto, limitando cosi anche le proposte alternative di recarsi al centro commerciale per 1 week end al mese al posto di andare in moto.
In alternativa, c’è la versione più matura di età con moglie e figli a casa ed ecco un altro classicone: “Ma va, mia mia moglie non mi dice mai niente che vado così tanto in moto anzi è contenta! Sono fortunato se no oh mica l’avrei sposata eh, ma poi perché la tua ti rompe? Ma daiiii non esiste proprio, tira fuori le palle”
Poi in realtà quando torna a casa si mette il grembiulino e per punizione per un paio di giorni diventa un perfetto donnino di casa al servizio del vero comandante della baracca… la moglie! In moto il “Pilotone” è assolutamente attento a ciò che fa e a chi lo sorpassa, lui non accetta attacchi o sfide, figuriamoci da una girl. Cosi, quando questo accade, si sfiora quasi il dramma, il suo super orgoglio di uomo alfa viene messo alla prova, viene minacciato ed il suo livello di testosterone raggiunge picchi inimmaginabili, cosi alti da fare invidia all’entusiasmo di un bambino la mattina di Natale, il suo cuore inizia a battere così forte da sfiorare l’infarto, il cervello cambia mappatura, gli cambia salivazione, la pupilla si dilata e sbammm giù una marcia, potenza subito, il motore urla, lui via al limitatore, butta su una marcia, 2, poi torna indietro forse era meglio solo 1 vah, viaaaa andiamo via di qui e tu donna stai indietro, ora prendo metri e viaaaaa, furia il cavallo del gas.
Tu da dietro assisiti a scene pazzesche, sembra di vedere un rodeo piuttosto che uno in moto, il re del rischio pur di non farti passare, un anti moto per eccellenza, è cosi scatenato che prende il cell e manda un vocale alla moglie “Ciao Amo, saluta i bambini, Ti Amo, qui c’è in ballo l’orgoglio vero!” Ed è così che dopo aver assistito a tutto ciò conviene o mollare il colpo o se si è in gara meditare bene su quando provare a passare con decisione consapevoli che potrebbe succedere di tutto in quel momento, all’orgoglio non si comanda eh!
Tutto questo è sempre stato molto divertente, sia che si sia in pista, in linea, in un fettuccio o fermi al semaforo pronti per una bella gita. Ovvio quando questo capita in gara e a me è capitato più volte girano un pochino le scatole ma le gare sono gare dai!
Ovviamente il mio vuole essere un racconto goliardico senza offesa per nessuno anche se in fondo in fondo ammettetelo che quando via passa una donna vi rode un po’ di più……
Buon’estate a tutti e, mi raccomando, tutti pronti a saltare tra lambrusco, tigelle e sangiovese in quel Savignano sul Panaro per l’ultima gara di settembre!!!

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