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  • 28-05-2019

LA RUBRICA DELLA MARTY

Una gara così fangosa me la ricorderò a lungo! Grazie a tutti i miei angeli custodi, senza di loro sarei ancora in Toscana!
La gara di Anghiari, 3a tappa del Trofeo Enduro Ktm merita assolutamente di essere analizzata nello “specifico”. Ma, partiamo dall’inizio, arrivo il venerdì sera con la banda del mio motoclub (Moto Club Valle Staffora), facciamo un giretto per Anghiari e rimaniamo da subito piacevolmente colpiti dalla bellezza del paese, cena, vinello buono, 4 risate andiamo a dormire sicuri che tutti i meteo della terra si fossero sbagliati o che il tempo sarebbe cambiato all’improvviso e che ci sarebbe stato il sole tutto il week end!
Mi sveglio la mattina, carica a bomba, avevamo deciso che non avrebbe piovuto, apro la finestra e… piove! Ricca colazione e si parte a vedere la linea, ovviamente sbaglio scarpe e a metà ricognizione a piedi prova, avevo già le vesciche. La prova in linea mi sembra molto veloce, tra una chiacchiera e l’altra arriviamo alla fine, nulla di complicato ci diciamo, tutto fattibile, basta avere il pelo di dar del gas commentiamo, tutti sollevati ci allontaniamo in direzione fettucciato ignari che la linea a causa della sottovalutazione fatta da quasi tutti i piloti si sarebbe pesantemente vendicata la domenica.
Fettuciato da paura! Tutto super scorrevole e veloce, un campo infinito da marce piene, da motore bello carico e gran srotolamento di gas, si pensava camminando spensierati nel pratino tra una pioggerella e l’altra speranzosi del sole della domenica…. Domenica mattina sveglia presto, timidamente tiro su la tapparella ripetendo tra me e me, dai dai dai dai che non piove dai ti prego Dio dell’enduro facci un regalo, tiro su guardo fuori e…. piove… Si parte per il primo giro, ovviamente sbaglio abbigliamento decido di partire vestita bella estiva, maglia termica a manica corta, maglia del completo ktm e…. niente gilet, via così come se fosse una bella giornata di luglio, il perché? Sapevo che avrei spinto e non volevo vestirmi troppo, sicuro oggi sguazzeremo nel fango come dei cinghiali belli setolosi! Si parte primo giro, non piove, evvai! Vestita bella leggera mi butto nel bosco, tutto umidino, vai Marty arrivando dal motard se scivola ti trovi nel tuo mi dico, salite, curvette, discese, mi sentivo bella carica e… sbam prima improvvisa facciata per terra. Resettiamo tutto, vai Marty con calma che se scivola potresti non trovarti nel tuo. Pioggia tanta pioggia nel bosco mettiamo i k-way e si riparte con un microclima nel corpo degno della foresta pluviale. Linea abbastanza praticabile, cado come mio solito a metà, riparto con 7 o 8 ernie per aver tirato su la moto in salita e via verso il fettucciato, dove i fanghi regnano sovran e il motore che mi chiede pietà. Nessuna pietà caro, tirami fuori di qui poi ti faccio girare un pò ai bassi regimi! Via per il secondo giro, non mi fermo ai paddock, niente benza, senza mascherina pulita si riparte, la pioggia aumenta le difficoltà, il trasferimento diventa ancora più impegnativo per non parlare del fango della linea o dei viscido del fettuccio. Parola d'ordine non mollare, vai Marty la teoria la sai tutta, mettiamola anche un pò in pratica. Cacchio ci fai seduta mi domando, su in piedi, passa dove scorre il rigagnolo d'acqua, li scivola meno, guarda avanti, anticipa, prendi fiato, dai dai, metà giro, che fame, troppo sforzo poca benzina in corpo mi dico, mi dovevo fermare a mangiare una barretta alla fine del primo giro, dai Marty hai scorte naturali per poter non mangiare per una settimana, è vero dai corpo usa quelle, non funziona, uffa che fame, arrivo al controllo timbro su alla fangaia, c'è un gazebo mi fermo lì sotto a fianco di un altro pilota, prendo fiato, cerco di rilassarmi un secondo, mi chiedo più volte il perché non mi fossi appassionata fin da piccola per esempio alla danza classica. Mi vedevo dentro un palazzetto vestita di rosa, al coperto, al calduccio, bella pulita ma niente, mi guardo intorno solo acqua e fango ma ecco che prima di ripartire ho una visione mistica, mi sento come la pastorella di Fatima per ciò che mi si presenta davanti agli occhi, il pilota che avevo a fianco, si gira e mi porge un pezzo di cioccolato, io quasi commossa lo ringrazio, allungo la mia manina fangosa, molto fangosa, ne prendo un pezzo e lo addento senza ricordami di togliere il paradenti dall'emozione, lo tolgo e me lo gusto come non mai e per giunta era fondente come piace a me! Rinvigorita nel corpo e nello spirito per la visione mistica riparto. Senza maschera sembra di fare lo scrub agli occhi, entra fango, dà fastidio, con le lenti a contatto è tutto più difficile, se ne perdo una sono finita, diventerei cieca tutto in un colpo, sto attenta cerco di non sbattere troppo gli occhi, ma come si fa a non sbatterli, dai Marty fai dei movimenti circolari con gli occhi cosi la lente si sistema, si ho capito ma sono in bosco in moto, sono una palla di fango e devo anche fare esercizi con gli occhi, dai Marty guarda avanti e via, concentrati sulla strada, stai dove passa l'acqua ma ormai in alcuni tratti era tutto un fiume quindi che faccio tiro una monetina? scelgo una via, ovviamente era meglio quella a fianco. A un certo punto succede una cosa assurda, chi porta gli occhiali può ben capire, chi non li ha però di sicuro ha assistito a una scena analoga, avete presente quando piove o fa freddo e da fuori si entra in locale al caldo? gli occhiali si appannano completamente e sembra di rivivere la Milano degli anni d'oro dove non si vedeva a 1 metro, ecco a me a un certo punto è successo con le lenti a contatto, vi rendete conto? Mi si sono appannate le lenti!! Praticamente deve esserci andato sopra del fango e la sensazione era quella, pazzesco, ho riso un sacco restando totalmente incredula. Arrivo alla fine, faccio benza, addento una barretta, metto acqua nello zaino e si riparte aiuto un altro giro, cerco di fare tutto il più veloce possibile, prima arrivo e prima finisco la gara, prima mi lavo gli occhi, prima mi cambio i vestiti, prima guardo quanti lividi che ho e magari, se mi do una mossa, vinco anche la gara. Pensa Marty, mi raccomando, è arrivato il momento di mettere in pratica tutti i grandi consigli ricevuti da super piloti, come Fasola, Cervantes, la Sappino, gli smanettoni del mio MC e ci aggiungo anche la catechista che nei momenti di difficoltà diceva di fare 2 preghiere. Entro in linea bella decisa, dai Marty ormai la conosci, sì ma piove a dirotto, prendi decisa la salita che tolta quella siamo fuori dai guai, dai Marty vai…dai gas, una curva e arrivo alla salita, dai dai bella decisa vai, discesina curva, altra curva, noooo Marty lì c'è la pozza di fango, troppo tardi ci finisco dentro, cerco di riaccendere la moto ma sento come se fossimo sott'acqua, pozza troppo profonda va sotto il terminale, scendo inizio a cercar di tirare fuori la moto, ma perché non mi piaceva suonare il pianoforte mi chiedo tra un tiro e l'altro, visione mistica parte seconda, si ferma un pilota scende e mi aiuta, ma siamo in linea non dovevi fermati, no va beh grazie che ti sei fermato ma non dovevi, riparto arrivo alla salita di fango, non pensavo potesse peggiorare cosi, tutta ricoperta di fanghino quello tipo melmetta beige che manco a piedi stai diritto, cerco di salire, vedo qualcosa dello stesso colore del terreno muoversi, rimuovo lo scrub dagli occhi e capisco che sono i ragazzi della linea, una scena degna di giochi senza frontiere quando i disturbatori del gioco si mimetizzavano e saltavamo fuori all'improvviso solo che qui ti aiutavano, anzi ti chiedono anche scusa perché sono esausti per aver tirato su chissà quante moto, senza di loro sarei ancora la ad aspettare la bella stagione! Arrivo all’ultimo fettuccio e faccio il rettilineo d'arrivo cantandomi nella testa la canzone di Rocky, al posto di Adriana ci metto un Marty e via verso la consegna dalla tabella! Gara finita, si va al lavaggio, 7 gettoni per la moto e 1 per me, era una vita che volevo farlo, in realtà avrei voluto coricarmi sotto di spazzoloni ma non erano abbastanza bassi per pulirmi, mi accontento del getto ad acqua calda, uh finalmente acqua calda, che bello, torno a paddock carico tutto, libero le rane che soggiornavano ormai dentro i miei stivali e poi una bella birra, dell'acqua ne avevo abbastanza! Obiettivo giornata concluso, finire la gara e divertirmi nonostante le brutte condizioni e ora via verso la gara di casa! Dal prosecco, al brunello ed ora barbera bonarda e salme di Varzi… che bello l’Enduro!

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